Camminare e incontrare tafani amorosi

Come non arrendersi alla pigrizia e ridere a crepapelle

Camminare fa bene, lo si sa. Tutti i medici lo consigliano. Alcune delle motivazioni sono che fa bene al cuore, riduce il colesterolo, mantiene attivo il cervello, normalizza la funzione tiroidea. Poi ci sono anche quelli che si spingono più in là e che sono tra i sostenitori della camminata veloce, perché esiste una bella differenza tra passeggiare e camminare.

Insomma schieratevi con chi vi pare. Io sono per la libera scelta, che sia lenta o veloce, basta che sia gradevole e che una volta tornati ci si senta bene.

Partendo da questo presupposto però vi chiedo: alzate la mano chi di voi è un camminatore serio e costante?

La mia difficoltà sta proprio in questo. In estate mi sono lasciata trasportare dalle situazioni. Tra le vette delle Dolomiti, i sentieri all’isola d’Elba per raggiungere spiaggette tranquille, lungo mare in quel di Castiglioncello, ora sono a casa e le colline del Chianti mi offrono molte possibilità.

Però, fiammata iniziale a parte, sono sempre a rischio, perché alla prima pioggia smetterò di farlo.

Sono pigra si, ma alla spasmodica ricerca di sentirmi attiva. Eppure più di una volta mi sono definita come campionessa mondiale di buca sul divano (per i non toscani: buca = fossa).

Di fioretti e buoni propositi non ne faccio perché, come potrete vedere, anche questo blog ne è pieno, e posso con sincerità dire che ne ho rispettati ben pochi.

Mi hanno pure ragalato un libro sull’argomento: “Camminare”

Camminare, un gesto sovversivo

Credete che mi abbia convinto per più di due mesi?

Camminare vicino casa, la barzelletta del giorno!

Ma proprio ieri, per sconfiggere la nebulosa sull’argomento, mi sono messa le scarpe da ginnastica e visto che mi sono trasferita da pochi mesi, ho chiesto al fidanzato (ormai quasi santo!) di portarmi a camminare in zona.

E qui parte la barzelletta

In due, partiamo, temperatura ottima alle 19, direzione colline. Prima salita tutta d’un fiato, ottimo. Poi a qualcuno (a caso eh) viene in mente di fare una deviazione, “andiamo alla pozza dove da giovani si faceva il bagno”.

Si, dai che forte, esploriamo luoghi che non ho mai visto. Allora si che ce la farò a camminare!

Si aprono paesaggi stupendi che ti fanno sentire in armonia, non so se con il mondo, o con te stessa, ma di sicuro male non fanno.

Camminare nel Chianti

Arriviamo alla meta e dopo i primi minuti di spiegazione di tutto il contesto, mi guardo e scopro di essere attaccata dai tafani. Ovunque e non solo io, ma pure lui. Ora non è che siano così pericolosi ma neanche simpatici in quantità industriali.

Ci facciamo tutto il percorso all’inverso in pochi minuti, ma sono sempre con noi, non ci abbandonano.

Insomma la seconda parte della passeggiata, diventata quasi corsa, per scappare all’assalto delle bestioline, si conclude con un rientro a casa tra contorsioni e botte per allontanarli da noi.

In pratica, passiamo in mezzo al paese, contorcendoci e picchiandoci a vicenda!

Insomma fa bene camminare, di sicuro per allentare la tensione e ridere!

1 Comment

  1. Giovy Malfiori

    30 agosto 2018 at 15:01

    Io sono stata punta due volte e non lo auguro a nessuno. Solitamente sono “le tafane” a pungere perché hanno bisogno di sangue per le uova e questo è un periodo di accoppiamento intenso (come Giugno, tipo). Loro vengono attirate dall’umidità sulla pelle delle persone. E quella c’è sempre, anche se non non la percepiamo. Sicché l’unico modo per scacciarle è un repellente adatto (non tutti scacciano i tafani). Io sono sono sempre provvisa.

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